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BOL, all’anagrafe Pietro Maiozzi, nasce nel quartiere periferico di Centocelle nel 1970, a Roma. Nel 1990 è uno dei primi writers di graffiti della sua città. Da qui parte la ricerca che lo accompagna in tutti i passaggi della sua vita, dalla presa in prestito dei treni e dei muri di Roma, usati come tele, alla stessa città che gli riconosce un ruolo di rilievo nello sviluppo creativo e gli affida giovani artisti in erba da educare al rispetto verso il bene comune attraverso le loro opere. Una storia testimoniata da fotografie di opere e graffiti in parte scomparsi, ma mantenuti vivi da molteplici pubblicazioni e soprattutto da commenti emozionati di migliaia di persone che hanno con lui condiviso diverse esperienze: dai momenti artistici e politici alti, mostre internazionali in location istituzionali, commerciali, private, in eventi di massa o fini a se stessi, di quartiere, underground, con artisti alle prime armi e laboratori con ragazzi “borderline” come i detenuti del Carcere Minorile Casal Del Marmo. In queste iniziative il suo impegno è sempre stato totalizzante rispetto alle esigenze personali e se ne trova traccia sul social network FACEBOOK e su INSTAGRAM. Attualmente è impegnato in diversi progetti artistici di tipo istituzionale, commerciale ed underground. Lavora come grafico e illustratore creativo, dipinge, disegna e realizza customs interattivi utilizzando anche giocattoli riciclati, ma è l’ideazione e produzione di canvas toys in resina ed in serie limitata in vinile (tra cui il suo personaggio LALLO IL PAPPAGALLO e SQUIDDY in collaborazione con Giulia Rotelli), che lo rendono uno tra i principali esponenti della scena dei designer toys capitolina.


RICERCA ARTISTICA


Pietro BOL Maiozzi porta da sempre, nella propria produzione, quella che ritiene la migliore eredità degli anni ‘70, l’idea di un mondo felice, possibile e in cui soprattutto la conoscenza sia accessibile a tutti, indistintamente. Crede profondamente nell’insegnamento e nel possibile sviluppo della creatività e per questo organizza da anni laboratori senza insegnanti in cui rapporta la propria esperienza artistica alla pari dei partecipanti stimolandoli con esercizi di stile e ricevendone stimoli a sua volta. La sua ricerca stilistica parte dallo studio delle lettere, nel graffiti-writing, per poi approdare al disegno di pupazzi che le affiancano migliorandone l’aspetto comunicativo. Parallelamente lavora sulla rappresentazione più intimista dei “tubismi”, sinuose linee parallele che si intrecciano ad esprimere esperienze quotidiane. Queste ultime due (pappagalli e tubismi) ancora oggi lo accompagnano sui muri delle città, nei suoi giocattoli e nelle altre opere che realizza per divertirsi insieme ai cosiddetti “spettatori”, che lui considera parte fondamentale dell’opera stessa.


CURRICULUM ARTISTICO
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1994

ultimo aggiornamento il 7.11.2017



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